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Monumenti e luoghi d'interesse: I Castelli. Le tue ferie a Napoli

Tra le città che presentano maggiore concentrazione di risorse culturali e monumenti a livello mondiale a testimonianza dell’evoluzione storico artistica della città.

Un esempio è il centro storico, riconosciuto dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità, una fusione di numerosi stili architettonici che custodiscono circa 2.800 anni di storia e attestazioni di tutte le città che hanno contribuito alla formazione dell’attuale città: elementi che hanno portato a Napoli un'importanza e un valore storico senza precedenti.

Un’area di esigua estensione con una elevata presenza di castelli, palazzi monumentali, residenze reali, chiese e testimonianza del periodo classico, un’eredità storica che si può ammirare lungo tutta la città e dintorni.

 

Vestigia antiche

Il centro storico di Napoli con SpaccanapoliLa struttura dell’assetto urbano di Napoli era già presente nel periodo greco e l’odierna forma del centro antico ripercorre ancor oggi l’assetto degli antichi tracciati, un esempio sono i decumani ancora visibili. Negli anni i mutamenti della città, sotto un aspetto urbano, si sono verificati maggiormente sulle mura e sulla formazione di nuovi rioni, tutto ciò fino al XVIII secolo, poiché, il secolo dopo, che vede il comunemente detto “risanamento”, si verificarono numerose devastazioni che colpirono anche il centro storico.

Nel periodo della dominazione greca, la città non ricoprì un ruolo bellico, infatti si concentrò maggiormente sul campo commerciale. In corrispondenza dell’influsso ateniese, la città divenne famosa in tutto il Mediterraneo per il suo porto, all’epoca tra i più importanti.

Non solo il commercio ma anche l’ambito politico, religioso e culturale furono particolarmente importanti per la città, infatti la città greca, oltre all’impianto urbano, presenta numerose testimonianze del passato come le mura antiche o le torri a difesa della città, resti dell’antica necropoli, dei templi, del foro e di numerose edificazioni e architetture collocate nel sottosuolo.

Con l’arrivo della civiltà romana, Napoli ricoprì il ruolo di residenza estiva dell’impero, dove politici e imperatori adoravano dimorare per lunghi periodi. Ma la città fu anche un rilevante centro culturale, infatti Nerone si esibì ripetutamente nel teatro che oggi si trova sotto la città moderna.

Verso il II e III secolo d.C. la città di Napoli fu messa in cattiva luce da Puteoli e Misseno, in particolare nell’ambito commerciale e militare, infatti ciò causò un periodo di decadenza anche a causa dell’eruzione del 79 d.C. La città fu anche un luogo di grande traffico interraziale, infatti nacquero numerose comunità orientali e si diffuse il culto del Dio Mitra, oggi presente la statua del Dio Nilo nell’omonima piazza.

Come testimonianza della città nel periodo romano oggi sono presenti terme, acquedotti, mura, domus, ipogei e ponti, mentre della Napoli antica sono ancor oggi presenti le catacombe cristiane.

 

Castelli e fortezze

In un primo momento a Napoli fu garantita una efficace protezione da parte della capitale dell’Impero Romano, favorito anche dalla vicinanza geografica, ma nel periodo a cavallo tra il periodo neoclassico e il medioevo, si difese da sola.

Napoli si presentava come una città concentrata principalmente sul commercio marittimo e senza efficaci difese nell’entroterra, infatti fu oggetto di numerosi assedi, in particolare nel periodo del Ducato autonomo, durante il quale si verificarono ripetute e ininterrotte guerre, la maggior parte difensive nei riguardi dei ducati di Benevento, Capua e Salerno ma anche degli imperatori bizantini, pontefici e Normanni che la espugnarono nel 1137.

I castelli edificati per la difesa ancor oggi presenti sono in totale sei, di cui cinque distribuiti lungo il centro storico, Castel Capuano, Maschio Angioino o Castel Nuovo, Castel dell'Ovo, la Caserma Garibaldi e Castel Sant'Elmo; mentre il sesto, il Castello di Nisida, è posto nella zona periferica oggi sede della Colonia di Redenzione per i Minorenni.

 

Castel Nuovo

Castel Nuovo, NapoliI primi castelli di Napoli furono edificati allo scopo di fornire residenze ai reali, infatti, Carlo I d’Angiò utilizzò il Castel Nuovo come residenza principale. Con la dinastia aragonese tutte le edificazione di questo periodo furono rimaneggiate a tal punto che delle costruzioni angioine non rimase nulla a esclusione della Cappella di Santa Barbara.

Sulla basa di ricostruzioni iconografiche si suppone che il castello angioino presentasse caratteristiche molto simili alle costruzioni dell’Anjou della Francia Nord-occidentale. A delimitare le ingenti mura sorgono cinque torri imponenti edificate in piperno e tufo mentre tra le torri di Mezzo e di Guardia si trova l’ingente arco di trionfo in marmo edificato verso la metà del Quattrocento per mano di Francesco Laurana, famoso perché conserva la memoria dell’entrata di Alfonso I d’Aragona a Napoli nel 1443.

Un tempo sala centrale del castello, la Sala dei Baroni, oggi è il luogo in cui si svolgono le riunioni del Consiglio Comunale, nel 1487 in questa sala furono arrestati i baroni che presero parte alla congiura contro Ferrante I d’Aragona, da qui il nome, i baroni, in quell’occasione, furono convocati dal sovrano per la celebrazione delle nozze della nipote. La costruzione oggi è sede del Museo Civico.

 

Castel dell'Ovo

Con una funzione principalmente difensiva verso le costa italiane, il Castel dell’Ovo fu chiamato così perché, in base alla leggenda, si tramanda che Virgilio nascose un uovo che reggeva l’intera struttura e che, una volta rotto, il castello sarebbe crollato e avrebbe rovinato l’intera città.

Il Castel dell’Ovo è collocato presso l’isolotto di Megaride, luogo in cui arrivarono i Cumani che fondarono Partenope, in seguito, verso il XII secolo, venne completamente ricostruito dai Normanni e successivamente ristrutturato dagli Aragonesi, oggi è sede di mostre e convegni.

 

Castel Capuano

Castel Capuano, NapoliCastel Capuano fu edificato, nel 1153 per volere di Guglielmo I di Sicilia, allo scopo di proteggere le zone interne di Napoli ma anche come residenza normanna. Federico II, con l’arrivo degli Svevi, molto spesso raggiunse Napoli e, in tali occasioni, si dedicò alla fortificazione del castello, posto in un punto strategico, precisamente sulla via principale di ingresso alla città via terra.

Fino all’arrivo degli aragonesi innanzi al castello si trovava la Porta Capuana, quella che ammiriamo oggi fu fatta costruire da Ferrante d’Aragona per mano di Giuliano da Maiano. Per i restanti cinquecento anni il castello ha ospitato i Tribunali, oggi presso il Centro direzionale.

 

 

Castel Sant'Elmo (o Castel Sant'Erasmo)

Un tempo denominato Belforte, il Castel Sant’Elmo è stato oggetto di notevole contesa grazie alla sua posizione strategica, posto in altura, che gli consentiva di avere una posizione di controllo verso la città, un esempio è l’importante ruolo che ebbe in occasione dei fatti d’armi della Repubblica Partenopea.

Il castello fu costruito sulla vetta della collina del Vomero per volere di Carlo I d’Angiò e fu ristrutturato negli anni compresi tra il 1538 e il 1546 su commissione di Don Pedro de Toledo, che gli diede l’attuale forma a stella, oggi è possibile raggiungerlo percorrendo l’antica via Bonito.
 

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